Federica Pellegrini pensava di andare forte ma non così tanto

Se persino Federica Pellegrini si sorprende di se stessa, tutti gli altri, quelli che la scrutano dal regno dei mortali, dovrebbero come minimo svenire. Due giorni fa, a Roma, nella semifinale ha fatto il record del mondo nei 200 stile libero; ieri, in finale, lo ha fatto di nuovo. 69 centesimi più veloce di se stessa. “Pensavo al massimo di fare un decimo meno di ieri”, ha detto alla fine.
14 AGO 20
Immagine di Federica Pellegrini pensava di andare forte ma non così tanto
Se persino Federica Pellegrini si sorprende di se stessa, tutti gli altri, quelli che la scrutano dal regno dei mortali, dovrebbero come minimo svenire. Due giorni fa, a Roma, nella semifinale ha fatto il record del mondo nei 200 stile libero; ieri, in finale, lo ha fatto di nuovo. 69 centesimi più veloce di se stessa. “Pensavo al massimo di fare un decimo meno di ieri”, ha detto alla fine. L’espressione “al massimo un decimo meno di ieri”, detta così, quasi con sufficienza, dovrebbe essere tatuata sulle braccia di ogni nuotatore degno di questo nome e forse dovrebbe campeggiare sullo lo sfondo del desktop di tutti quelli che oggi aspirano a fare meglio di ieri con abbastanza tenacia da reggere quando arriva il risultato grosso.
A forza di dire “al massimo un decimo meno di ieri” la Pellegrini è entrata nella storia. E’ una delle tre nuotatrici ad avere vinto l’oro sia nei 200 che nei 400 nella stessa edizione dei mondiali ed è diventata in poco meno di due minuti un termine di paragone per le generazioni a venire. E’ un inno al corpo-macchina che rema a prescindere dalle dicerie, dai backstage, dalle tante menate che sempre frenano le storie tendenti alla perfezione. Chissà cosa avrà pensato? Chissà chi avrà chiamato? Chissà a chi avrà dedicato la vittoria? Non importa. Importa quello che Federica Pellegrini ha fatto, nient’altro.